Home Page

Appart & Ville

Bahia Live

Cultura

Carnevale

Escursioni

Infoguide

LA CAPOEIRA


 STORIA  LA  RELIGIONE LE FESTE DI BAHIA

LA CAPOEIRA

 LA MUSICA DI BAHIA LA  CUCINA BAIANA BAHIA E GLI ITALIANI

DIZIONARIO DI PORTOGHESE

 

   La Capoeira è la vera e propria arte marziale brasiliana. Esiste tutt'ora un dibattito acceso sulle sue origini. Viene usato il termine "Capoeira di Angola" per sottolineare una provenienza africana, contestata dagli studiosi che non riscontrano forme simili di lotta in Africa. 

L'ipotesi piu avvalorata oggi è quella di una forma brasiliana di lotta legata al processo di acculturizzazione della numerosa comunità di schiavi bantù: le doti di agilità e acrobazia richieste dalla capoeira ben si sposavano con le qualità fisiche innate del popolo nero, fu quindi naturale la diffusione di quest'arte come forma di difesa contro gli schiavisti, tanto che nei quilombos rappresentava un'esercitazione militare quotidiana. 

A stimolarne la diffusione furono gli schiavisti, vietando i combattimenti fra schiavi per non vederne minate integrità fisica e capacità lavorativa. Gli africani, guerrieri da sempre nei loro paesi di origine, non rinunciarono all'espressione fisica del combattimento e adottarono furbescamente questa spettacolare lotta che trasformava in danza, agli occhi di uno spettatore inesperto, un combattimento in piena regola. 

La Capoeira raggiunse un tale grado di efficacia da indurre il generale Couto de Magalhaes, famoso etnologo, ad affermare nel 1888: "Questo modo di lottare non deve essere perseguitato bensì dominato e regolarizzato nelle nostre scuole militari, poichè "un buon Capoeira equivale a dieci uomini". 

Per quanto riguarda le origini del nome, due sono le interpretazioni più accreditate: la prima lo farebbe discendere da due parole in dialetto Caipira, sviluppatosi nell'interno del Paese, caa ("foresta") e puera ("che fu"), ovvero la foresta, l'habitat delle prime ribellioni degli schiavi, che ricresce dopo essere stata bruciata, simbolo di tenacia e resistenza; la seconda è legata al nome del cesto di vimini (capoeira) usato per trasportare gallinacei che gli schiavi, in attesa dell'apertura del mercato, erano soliti posare a terra per dedicarsi alle loro evoluzioni. 

La fase adulta dell'arte della Capoeira si sviluppò in tre centri: Rio, Bahia e Recife. A Rio le maltas (gruppi), dai nomi pittoreschi (Flor da Gente, Cadeira da Senhora, Flor da Uva), composte da 20 fino a 100 individui, erano "palestre" dell'evoluzione di quest'arte, che rimaneva un simbolo della ribellione degli oppressi. 

Passeggiando per i sobborghi era facile riconoscere il Capoeira:"...pantaloni larghi, giacca sbottonata, camicia di cuoio, colletto senza gola, bastone di bambù e cappello di feltro...", come lo descrive lo scrittore carioca Melo Morais. L'inizializzazione del Capoeira avveniva generalmente nella torre della chiesa più vicina alla malta. 

Feroci furono le repressioni del Maggiore Vidigal nei primi anni dell'800 e di Sampaio Ferraz alla fine del secolo, nonostante a Rio il Capoeira avesse un ruolo meno importante che a Bahia dove era un vero capopopolo, temuto e crudelmente perseguitato dalla polizia. 

Nell'800 e agli inizi del '900, molti di loro furono puniti corporalmente e incarcerati (spesso nell'isola-presidio di Fernando de Noronha), con gravi condanne per capi d'accusa pretestuosi. 

Dal 1920 al 1927, a Salvador, il colonnello Pedro Azevedo Gordillo, detto Pedrito, alla guida di uno squadrone di cavalleria, represse violentemente i praticanti di Capoeira e Candomblè. 

Il destino del Capoeira era dunque la sofferenza e la clandestinità, però, come scrive Luis da Camara Cascudo, "...il Capoeira sparì ma la Capoeira restò!". La figura del Capoeira di Bahia fu così descritta da Manuel Quirino:"...individuo sospettoso e cauto, sempre teso a evitare aggressioni, era riconoscibile a prima vista per i calzoni a bocca larga che nascondevano i piedi, l'orecchino d'oro come simbolo di forza e valore e l'inseparabile cappello a larga tesa". 

Nonosante l'aspetto non rassicurante, il Capoeira non era un malandro, anzi, col suo atteggiamento lucido diede origine al brinquedo, festa popolare bahiana con rudimentali orchestre composte da strumenti quali il berimbau, il caxixi, il reco reco e il pandeiro, descritta mirabilmente in  jubiaba da Jorge Amado

A Recife la Capoeira ebbe il momento di maggiore crescita quando si diffuse fra i sostenitori di due bande musicali rivali: Do Quarto (del 4° battaglione di Artiglieria) e Do Espanha (soprannome di Pedro Garrido, maestro della Guardia Nazionale). 

Ma, con la partenza del 4° battaglione per la sanguinosa guerra contro il Paraguay, calò l'interesse per la Capoeira, che si modificò velocemente contribuendo a originare il ballo tipico del Carnevale pernambucano, il frevo

Manuel dos Reis Machado, detto Mestre Bimba nacque a Salvador il 23 novembre 1900 con il destino di influenzare profondamente la storia della Capoeira. Atleta formidabile e abile istruttore, applico il proprio modo di "sentire" quest'arte marziale trasformandola in un cocktail di 52 colpi fondamentali, mutuati anche da Catch, jiu jitsu e Boxe

La chiamò anche Lotta Regionale Bahiana teorizzando che "...si i negri, erano angolani, ma la Capoeira è di Cachoeira, Santo Amaro e ilha de Marè!". 

La fama di Mestre Bimba crebbe a tal punto che un giorno, nonostante il permanere della repressione sui Capoeira, il generale Juraci Magalhaes, Governatore di Bahia, lo convocò per esibirsi in una festa a palazzo. 

Erano gli anni '30; da allora la Capoeira ottenne sempre maggiori successi fino a divenire sport ufficiale con propria federazione nel 1973. A parte i combattimenti "turistici" del Mercado Modelo e del Terrero de Jesus, a Salvador capitale della Capoeira, si può visitare la storica Academia de Mestre Bimba (rua Francisco Muniz Barreto 1, Pelourinho). 

Altre scuole sono l'Accademia Joao Grande e Joao Pequeno (Forte de Sao Antonio), dove si esercita la Capoeira di Angola, e la Associaçao de Capoeira Orixas (rua Carlo Lopez 15).

 

 

Home Page

Appart & Ville

Bahia Live

Cultura

Carnevale

Escursioni

Infoguide